Vamos alla playa

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1983, nasceva mia sorella ed usciva il primo LP Bimbomix,una compilation delle migliori hit per bambini. Qualche anno dopo avrei imparato a far funzionare il giradischi e a far girare quel vinile in continuazione.  La terza traccia era in spagnolo e descriveva una scenario post apocalittico:

«La bomba estallò
Las radiaciones tuestan
Y matizan de azul»
ma questo io non lo sapevo, sapevo solo cantare Vamos alla playa

29 anni dopo la discoteca Nordest, nel vicentino organizza la serata con loro, i righeira.

Venerdi dopo cena, chat di Facebook: «andiamo? si, no.. chi viene? ok fatta, passa a prendermi»
Si parte.
Tra noi e vicenza c’è una bella montagna, sicchè o ci fai il giro e ci passi sopra. E’ inverno, ha nevicato e tutti i comuni hanno risparmiato il sale cosi le strade assomigliano un pò di piu alle piste di curling. Noi passiamo per la montagna. Con i drink a bordo saliamo i tornanti fino al passo superando le varie vetture impegnate a guidare alla peggio che possono o a intralciare il traffico montando catene da neve in mezzo alla strada.

«Martini rosso per me, grazie»

Al bar al passo non c’è nessuno.. solo noi. Proseguiamo e scendiamo dall’altro versante.
Arriviamo,  giacche in macchina cosi ci risparmiamo sia il guardaroba sia la fila per il guardaroba.
Eccoci qui, discoteca nordest. Nella prima sala la musica parte sulle note di foreign affair

Esploriamo un pò le varie sale, tranne quella fumatori, dove dai vetri si vede una bella nebbia. Vedo pure qualcuno che si fuma la sigaretta elettronica, l’invenzione piu stupida che ci sia. Anni e anni di cinema per insegnarci che la sigaretta fa figo buttati via. Spero che il film dove il protagonista di turno si fuma la sua sigaretta elettronica non esca mai.

Inizia il concerto, i Righeria sul palco cantano i loro successi e noi ce li ascoltiamo dalla pista. Johson ha la maglietta dei Ramones. Ok, mi sento un ragazzino in questo posto, sarà l’alcol ma sarà anche che i quarantenni sono la maggioranza e cosa assai gradita, non vedo nessun cellulare alzato per ripredere.
Mi avvicina un tale, mi chiede da dove veniamo e quanti anni abbiamo. Rimane sorpreso che siamo qui ad ascoltare una canzone fatta ancor prima che noi nascessimo. Dice di essere amico dei cantanti e di portarci in camerino per farceli conoscere.  Cosi, finito il concerto, facciamo una foto con loro e poi seguiamo lo strano tizio fino davanti alla porta dei camerini dove ci dice di aspettare.

«Sono con me» dice il tizio al buttafuori prima di sparire dentro i camerini.

La porta si riapre e ci fanno entrare. Il camerino è piccolo, c’è un tavolino con un pò di birra e due panche dove ci sediamo e scambiamo due chiacchere con loro. Ci offrono da bere, parliamo un pò di noi e loro escono con qualche aneddoto. Hanno appena fatto un pezzo con i subsonica che sta andando bene, annuiamo perchè non sappiamo che altro dire. la canzone è questa

Nel frattempo un tipo e una tipa entrarono nei camerini per chiudersi in bagno, uscirono dopo dieci minuti sia dal bagno che dai camerini.

«Certi pezzi li faccemmo solo perchè dovevamo farne e invece qualche anno dopo si rivalutarno e diventarono dei successi»
ci racconta Johnson.

Ce ne stiamo nei camerini ancora per  un pò mentre altri amici arrivavano e parlavano un pò di lavoro e un pò di musica.
Salutiamo, usciamo dai camerini e finiamo la serata ballando gli ultimi pezzi 80.

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