Storia di un sogno

Add comments

oldsmobile-toronado-10

Fumava una sigaretta, appoggiato alla sua Toronado del 68. Gran bella macchina, un coupè da 7 litri v8. Il nuovo modello con i freni a disco,  uscito qualche anno prima, l’aveva convinto a comprarla. Con il lavoro che faceva, una macchina veloce era quello che gli serviva.

Se ne stava li, a fumare, mentre la città immersa nel silenzio della sera lo guardava.  Aveva un appuntamento con Linda, la tipa che lavora al bar vicino al negozio di sigari, giu all’angola tra la 53esima e la terza.  Durante il giorno quel posto non era tanto diverso da tutti gli altri, ma la sera diventava un ritrovo per spacciatori e puttane, e ogni tanto qualcuno ci rimaneva in orizzontale.

A dire la verità si era promesso di non uscire mai con una barista. Pensava che loro, le bariste, erano troppo furbe, abituate a sentire le piu grandi cazzate che un uomo possa raccontare. Tutti le sere al bar c’era sempre qualcuno che si vantava di aver fatto qualcosa, la raccontava ad alta voce a i suoi amici, ma con la coda dell’occhio guardava se la tipa del bar ascoltava.  Lei sapeva come funzionava e rispondeva con un occhiolino. A questo punto il tipo prendeva coraggio e cosi gonfiava la storia, poi, per farla piu credibile, offriva da bere e cosi erano tutti contenti.
Qualche sera prima lui doveva sbrigare una faccenda a quell’incrocio. Era arrivato in anticipo e cosi aveva parcheggiato la macchina a cavallo del marciapiede di fronte al bar. La tipa del bar l’aveva visto scendere dalla macchina e da come era vestito aveva già capito che quello era un tipo interessante. Lui entro e si mise al bancone, disse solo “scotch on the rocks”, non disse altro, non serviva dira altro.
Da quando era uscita la serie tv omonima ordinava solo quello, gli piaceva quella serie e poichè a lui andava bene qualsiasi alcolico pensò che fosse una buona idea fissarsi e ordinare sempre quello.
In verità aveva visto un tipo ordinare “il solito” una volta, e da quello capivi che il tipo era di casa li, insomma era uno del quartiere e cosi anche lui avrebbe voluto ordinare il solito un giorno. Bisognava solo ordinare il solito per un periodo adeguato. Nemmeno lei spreco molte parole, non disse niente, si limito a guardarlo negli occhi e poi andò a preparare il drink. Prima di servirlo però prese un tovagliolo e ci scrisse su il suo numero. Lui bevve tutto d’un sorso, prese il tovaglio e se lo mise in tasca. Lascio i soldi sul bancone, con la giusta mancia del 10%, si alzo e usci dal bar, ma  prima di uscire strizzo l’occhio alla tipa del bar. Pensava che forse lei era diversa e cosi telefonò.

Ed ora era li, che aspettava. Odiava aspettare, erano gia 15 minuti che aspettava e quella era l’ultima sigaretta. Da dietro l’angolo un cane randagio annunsava l’aria in cerca di cibo. Lui fece l’ultimo tiro e butto per terrra la sigaretta, con il piede la schiacciò. Tempo scaduto Linda, pensò tra se e se. Il cane gli passò davanti, lui prese la pistola, prese la mira e ruppe il silenzio della sera. Se Linda fosse mai passata avrebbe capito che lui era stato li.

Leave a Reply